Trasformare il rischio in slancio: la conferenza SHV30 a Montserrat a 30 anni dall’inizio dell’eruzione del vulcano Soufrière Hills
a cura di Federico Di Traglia, Alessia Falasconi, Rosella Nave
In occasione del trentesimo anniversario dell’inizio dell’eruzione del vulcano Soufrière Hills (Figura 1), sull’isola di Montserrat (Caraibi orientali), si è svolta la conferenza SHV30, organizzata dal Montserrat Volcano Observatory (MVO), in collaborazione con il Seismic Research Center dell’University of the West Indies (UWI-SRC) (https://www.mvo.ms/shv30/).

Figura 1. Il vulcano Soufrière Hills sullo sfondo, visto dalla Zona B, una delle aree un tempo soggette a esclusione e oggi considerata accessibile (https://www.gov.uk/foreign-travel-advice/montserrat/regional-risks) (foto scattata il 21 luglio 2025, autore: Federico Di Traglia).
Quella iniziata il 18 luglio 1995 fu un’eruzione lunga 15 anni, caratterizzata da diverse fasi: esplosioni freatiche, crescita e collasso ripetuto di un duomo lavico con generazione di correnti piroclastiche, un collasso settoriale con esplosione laterale (lateral blast) avvenuto il 26 dicembre 1997 (Boxing Day), e numerose esplosioni vulcaniane (https://www.mvo.ms/overview-of-the-1995-date-eruption/). L’eruzione portò all’accumulo di grandi volumi di materiale vulcanico nella parte meridionale dell’isola, all’evacuazione permanente di tutta l’area sud, alla distruzione della capitale Plymouth e di diversi centri abitati limitrofi, oltre che delle principali infrastrutture critiche, incluso porto e aeroporto. Durante l’eruzione si registrarono 19 vittime, decedute il 25 giugno 1997, a causa di un fenomeno tristemente noto come “decoupling” di una corrente piroclastica, che avviene quando la parte più densa del flusso si separa da quella più leggera e ricca di gas. In quel caso, la topografia di una delle valli di Soufrière Hills giocò un ruolo chiave: mentre la parte basale del flusso si incanalava lungo il pendio, quella superiore, sospinta dall’inerzia e dai gas caldi, proseguiva la sua corsa, colpendo persone che si ritenevano in posizione sicura. Lo stesso tipo di fenomeno si era già verificato il 3 giugno 1991 al vulcano Unzen (Giappone), causando 43 vittime, tra cui i noti vulcanologi Katia e Maurice Krafft, e Harry Glicken.
Durante tutta l’eruzione, la ricaduta di cenere coinvolse gran parte dell’isola (Figura 2), compresa la zona non evacuata, esercitando una pressione continua sulla popolazione. La comunità subì una forte riduzione numerica: si passò da circa 10.000 abitanti nei primi anni ’90, a poco più di 4.000 oggi.

Figura 2. Uno dei ristoranti di Plymouth abbandonato prima dell’eruzione, che mostra l’accumulo di cenere al di sopra del tetto (foto scattata il 16 luglio 2025, autore: Federico Di Traglia).
La conferenza SHV30 si è articolata attorno a quattro temi principali:
- i progressi nella ricerca vulcanologica e nel monitoraggio nei Caraibi orientali e oltre;
- la gestione del rischio, attraverso lezioni apprese a livello globale e locale, e gli strumenti per affrontare il presente e ideare piani per il futuro;
- la creatività come strumento per affrontare le difficoltà, preservare la memoria, trasmettere conoscenza del rischio e creare opportunità tramite arte (Figura 3) e turismo;
- la preparazione, la risposta e la costruzione di un futuro sostenibile, con il coinvolgimento delle comunità e dei leader locali nella ricostruzione e nell’esplorazione di nuove opportunità per una società più forte.

Figura 3. Uno dei murales di comunità realizzati dai giovani di Montserrat nel quartiere di Salem (foto scattata il 19 luglio 2025, autrice: Rosella Nave).
Alla conferenza hanno partecipato oltre 90 persone, tra ricercatrici e ricercatori di diverse discipline, rappresentanti istituzionali, amministratori locali e numerosi membri della comunità. Durante l’evento è stato possibile visitare una parte della città di Plymouth, ancora oggi in gran parte sepolta sotto il materiale eruttato e lahars successive, spesso innescate dalle intense piogge tropicali. La visita, guidata da abitanti del luogo che hanno raccontato com’era la città prima dell’eruzione, ha permesso di comprendere a fondo l’impatto devastante di un’eruzione così lunga, non solo in termini di danni materiali, ma anche per le profonde conseguenze sociali, economiche e psicologiche sulla popolazione. Il tema della memoria, di ciò che erano Plymouth e Montserrat prima dell’eruzione, è emerso come filo conduttore dell’intera conferenza, insieme al dibattito su cosa fare oggi di quella parte dell’isola: un’area ancora off-limits, sebbene l’attività vulcanica si sia attenuata. I dati di monitoraggio mostrano infatti un sollevamento del suolo continuo, in assenza però di segnali sismici o geochimici significativi e correlati alla deformazione (Figure 4).

Figura 4. Dati di monitoraggio geofisico e geochimico del vulcano Soufrière Hills (da https://www.mvo.ms/history-of-1995-eruption/)
Numerose sono state le proposte per questo sguardo a sud, come è stato più volte definito nel corso della conferenza. Tavoli di discussione aperti hanno coinvolto il personale del MVO, la politica locale e la comunità, tutti concordi sulla necessità di trasformare l’eruzione in un’opportunità per il futuro (Figura 5).

Figura 5. Discussione sul tema “Impacts of the SHV eruption: lessons for resilient development” durante la conferenza (foto scattata il 19 luglio 2025, autore: Federico Di Traglia).
Trasformare il rischio in slancio, promuovendo conoscenza scientifica, resilienza comunitaria, innovazione sociale e crescita culturale: è questo il messaggio che ha attraversato i quattro giorni della conferenza, racchiuso nella frase simbolica che l’ha accompagnata: “Turning Magma Into Momentum”.
Riferimenti bibliografici
The Eruption of Soufrière Hills Volcano, Montserrat, from 1995 to 1999. Edited by T. H. Druitt and B. P. Kokelaar (2002). Geol. Soc. Lond. Mem. 21. https://www.lyellcollection.org/toc/mem/21/1
The Eruption of Soufrière Hills Volcano, Montserrat from 2000 to 2010. Edited by G. Wadge, R. E. A. Robertson, B. Voight (2014). Geol. Soc. Lond. Mem. 39. https://www.lyellcollection.org/toc/mem/39/1