Una pagina di storia delle geoscienze: la vulcanologia e le scienze della Terra negli studi di Alfred Rittmann (1893-1980)

a cura di Daniele Musumeci

 

Non è raro trovare testi del vulcanologo Alfred Rittmann firmati sotto il nome di Alfredo. Infatti, nei suoi quasi 90 anni di vita, visse metà della sua esistenza in Italia impegnandosi in numerosi e complessi studi sui vulcani italiani. La massima conferenza italiana di vulcanologia è dedicata proprio a lui per questi motivi, fatto inizialmente sorprendente se si prendono in considerazione le sue origini e la sua cittadinanza svizzera.
Per maggiori informazioni sulla sua vita, vai al link: https://www.ct.ingv.it/Rittmann/index.php?biografia.
Per una breve sintesi generale, vai al link https://www.conferenzarittmann.it/conferenza/alfred-rittmann.html.

This image for Image Layouts addon
Figura 1: Alfred Rittmann nel 1962, per gentile concessione di Loredana Rittmann.
Ingrandisci
I suoi studi coprono un periodo di tumultuoso sviluppo delle geoscienze a livello planetario: all’inizio del ‘900 si assiste all’emergere della Deriva dei Continenti di Wegener (1880-1930), teoria che impegnerà in aspri e lunghi dibattiti i geologi di tutto il pianeta. Un’altra teoria emerse tra gli anni ’50 e gli anni ’60 dello scorso secolo, la Tettonica delle Placche (o Zolle), divenendo quella accettata dalla maggioranza degli scienziati e dentro la quale si svolgono le attuali ricerche. E la vulcanologia? La prima quantificazione di un fenomeno eruttivo è attestata nel 1670 grazie a Borelli, in una monografia relativa alla grande eruzione etnea del 1669, dove si rileva il primo utilizzo del metodo galileiano. Nei secoli successivi la vulcanologia è divenuta sempre più una disciplina multisciplinare, arricchendosi di contributi geologici, minero-petrografici, magmatologici, ecc., fin quando nel ‘900 è arrivata una importante sintesi proprio da parte di Rittmann: la novità teorica consiste nell’impostare interdisciplinarmente lo studio del vulcanismo unendo lo studio dei magmi (magmatologia), dei movimenti della crosta terrestre (tettonica) e dell’attività vulcanica (vulcanologia stricto sensu). Questa impostazione verrà seguita da molti allievi e diventerà molto conosciuta in Europa e anche nel mondo.
This image for Image Layouts addon
Figura 2: L'horst vulcano-tettonico di Ischia è il prototipo delle relazioni esistenti tra vulcanismo, tettonica e magmatismo all'interno del paradigma rittmanniano. Da Rittmann (1930).
Ingrandisci
A questo punto, diventava di fondamentale importanza comprendere il ruolo attivo del magma nei processi eruttivi: le caratteristiche chimico-fisiche dei magmi e i relativi processi geofisici e geochimici assumeranno quindi un ruolo di primaria importanza nell’esplicazione del vulcanismo. Tra i suoi studi sui vulcani italiani, si ricordano quelli sui vulcani dell’area campana, Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio, sull’Amiata, sulle Isole Eolie e sull’Etna.
Quando si definiscono delle primogeniture bisogna fare delle doverose premesse, poiché dopo aver trovato i padri di una disciplina cioè i primi ad aver teorizzato qualcosa, successivamente si trovano dei precursori, la storia si rivela così più complicata di quanto si possa immaginare. Importante è quindi non esagerare nell’irrigidire le definizioni. Nei pochi studi finora effettuati di storia della vulcanologia contemporanea, è stato attribuito il ruolo di fondatori, per esempio, anche ad importanti scienziati del calibro di Hamilton (1730-1803), Mercalli (1850-1914), Williams (1898-1980), Tazieff (1914-1998), Walker (1926-2005). Ogni assegnazione è plausibile poiché la vulcanologia è una disciplina fortemente multidisciplinare ed estesa in molte branche delle scienze della Terra, è quindi improbabile che un singolo personaggio possa essere esperto su tutto ma ogni grande scienziato ha certamente aggiunto un tassello in più alla materia.
Ciononostante, pur vivendo in un’epoca di grande specializzazione, Rittmann si è distinto nel ‘900 poiché ha mantenuto uno sguardo molto ampio relativamente ai suoi interessi, occupandosi (in circa 180 pubblicazioni, comprese una decina di monografie) di petrografia, mineralogia, magmatologia, tettonica, geodinamica, planetologia, filosofia delle geoscienze e, ovviamente, vulcanologia!
This image for Image Layouts addon
Figura 3: Rappresentazione schematica delle quattro fasi dell'orogenesi secondo Rittmann. Da Rittmann (1967).
Ingrandisci
Da segnalare, nel campo filosofico, l’utilizzo delle ipotesi di lavoro multiple di Chamberlin (1843-1928) e l’elaborazione della Legge Fondamentale, un principio filosofico per spiegare il funzionamento della natura ispirato alle leggi della termodinamica. Proprio l’applicazione dei principi termodinamici fu una delle più importanti novità che Rittmann utilizzò nel campo della vulcanologia.

Tutte le ricerche di Rittmann costituiscono una vera e propria visione scientifica del mondo, un paradigma, nel senso che Kuhn (1922-1996) gli ha dato: un risultato scientifico universalmente riconosciuto che fornisce un modello di soluzioni e problemi accettabile per coloro che praticano in uno specifico campo di ricerca. Il nome scelto per il paradigma è Tettonica Magmatologica, per sottolineare le discipline che maggiormente impegnarono e mossero lo scienziato svizzero alla ricerca di soluzioni nei campi limitrofi da lui indagati. La vulcanologia attuale ha fatto passi da gigante e l’utilizzo di tecnologie molto avanzate accelera il processo di sviluppo. Senza pretendere una precisione assoluta, la vulcanologia attuale si nutre delle esperienze effettuate dai vulcanologi negli ultimi 20-40 anni. L’ultima opera di Rittmann, la terza edizione di Vulkane und irhe Tätigkeit (1981), possiede degli elementi ancora validi oggi, soprattutto a livello generale. Alcune critiche contro la giovane Tettonica delle Placche lasciano inizialmente sbigottiti per la capacità di andare contro la maggioranza dei suoi colleghi e potrebbero far pensare ad un testo “nato vecchio”. In realtà, ci permettono ancora oggi di riflettere storicamente e filosoficamente sulla possibilità di uno scienziato di scegliere tra un paradigma ed un altro e sulle ragioni che sostanziano queste scelte.

A livello istituzionale, un memorabile lascito è la fondazione nel 1960 dell’Istituto Internazionale di Ricerche Vulcanologiche, oggi conosciuto col nome molto più famoso di Osservatorio Etneo - Sezione di Catania - INGV. Grazie alla volontà di Rittmann, sostenuto da Tazieff e Marinelli (1922-1993), le ricerche vulcanologiche sull’Etna e sui vulcani siciliani acquisirono una metodologia nuova, con ricerche a 360° che riflettevano l’avanzamento delle scienze della Terra negli anni ’60. L'alto numero e la varietà dei fenomeni eruttivi dell'Etna costituivano e sono tuttora un fattore di primaria importanza per lo sviluppo della scienza vulcanologica all'interno di un centro di ricerca attivo 24 ore su 24.
This image for Image Layouts addon
Figura 4: Alfred Rittmann e il suo allievo Carmelo Sturiale nel 1967. Per gentile concessione di Stefano Branca.
Ingrandisci

Per approfondire:

Musumeci D., Branca S., Ingaliso L. Magmatological Tectonics: Alfred Rittmann's paradigmEarth Sciences History 1 January 2021; 40 (1): 266–281. doi: https://doi.org/10.17704/1944-6187-40.1.261


Stampa   Email