Settembre di Fuoco! Fagradalsfjall, La Palma, l’immancabile Etna

a cura di Marco Viccaro


Settembre di fuoco, ma non per il caldo. Sono i vulcani a tenere banco in questo scorcio di fine estate che volge verso l’autunno. Quella che ormai era considerata l’eruzione dell’anno (l’islandese al Fagradalsfjall) deve contendersi il titolo con almeno un’altra eruzione che ha richiamato la comunità scientifica vulcanologica con grande attenzione, quella del Cumbre Vieja all’isola di La Palma. C’è poi una terza incomoda, che in maniera sporadica attira di tanto in tanto gli occhi su di sé…

Ad oggi, 22 Settembre 2021, sono oltre 6 mesi che l’attività eruttiva del vulcano Fagradalsfjall continua tra alti e bassi, ed appare tutt’altro che cessata. L’ultima lunga pausa di riflessione, durata ben 9 giorni, si è interrotta l’11 Settembre con episodi di fontanamento della durata di circa 5 minuti seguiti da interruzioni dell’attività esplosiva nell’ordine della decina di minuti (Fig. 1 in alto), attività che ha ricordato molto quanto già visto nella tarda primavera o durante il mese di Luglio 2021 (Fig. 1 in basso).

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Figura 1 – In alto: attività esplosiva al cratere principale e campo lavico di Geldingadalir ripreso l’11 Settembre 2021 (foto © Stefan Forster); in basso: episodio di fontanamento al cratere principale ripreso il 10 Luglio 2021 (foto © Marco Viccaro).

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La ripresa ha alimentato nuovamente il complesso campo lavico che si è venuto a formare nel corso dei 6 mesi nelle valli circostanti il cratere principale, in special modo verso Geldingadalir e Nàtthagi. Dal 19 Marzo 2021, data in cui, dopo un lungo periodo accompagnato da deformazioni del suolo e sciami di terremoti, ha avuto inizio l’evento eruttivo, sono stati riversati nelle valli di Geldingadalir, Meradalir e Nàtthagi oltre 140 milioni di m3 di lava……e chissà quanti ancora ne verranno emessi!

Nonostante il volume di materiale eruttato sia considerevole, l’eruzione non ha mai destato particolare apprensione tra la popolazione, anzi è stata ed è motivo di grande attrazione da molte parti del mondo con fruizione del sito quasi totalmente libera (l’Islanda è stato uno dei primi Paesi al mondo a riaprire le proprie frontiere a seguito dell’emergenza COVID-19).


Di tutt’altro registro è invece l’eruzione iniziata il 19 Settembre 2021 nel settore sud-occidentale dell’isola di La Palma, Canarie, al vulcano Cumbre Vieja, dopo 50 anni di inattività sull’isola. Sei mesi esatti dal 19 Marzo 2021. Un'altra sequenza di 19, 20 e 21 dunque, la cui ricorrenza riconduce ad una sorta di cabala vulcanica. L’attività eruttiva è stata anticipata anche in questo caso da deformazione del suolo e da uno sciame di oltre 26.000 terremoti, iniziato l’11 Settembre nel settore centro-meridionale dell’isola e con progressiva superficializzazione e migrazione degli ipocentri prima verso nord-ovest, poi verso nord nel giorno precedente l’eruzione (Fig. 2; fonte Instituto Geográfico Nacional de España y CNIG).

 

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Figura 2 – Localizzazione degli ipocentri nel periodo pre-eruttivo 11-19 Settembre 2021 a La Palma (fonte Instituto Geográfico Nacional de España y CNIG).

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L’attività eruttiva al Cumbre Vieja si sta sviluppando lungo un sistema fissurale nella cui porzione più alta sono presenti diversi vents che producono attività esplosiva con fontanamento Hawaiian-style che alterna fasi con attività più propriamente Stromboliana (Fig. 3).

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Figura 3 – Attività esplosiva che caratterizza la porzione superiore della frattura eruttiva (foto ©Abian San Gil).

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La parte bassa della frattura alimenta invece un flusso lavico che procede a velocità con punte di 700 metri/ora (Fig. 4).

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Figura 4 – Il teatro eruttivo ripreso durante la notte del 20 Settembre (foto ©Michael Risch).

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Inquietudine e distruzione provengono proprio da questo flusso lavico, il quale punta a valle verso mare e lungo il suo percorso sta incontrando numerose abitazioni. Sono già ben oltre il centinaio gli edifici distrutti e circa 6000 le persone evacuate nelle zone di El Paraiso e Todoque (Fig. 5).

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Figura 5 - Campo lavico aggiornato alla mattina del 21 Settembre 2021 (Udri @UdriGeo/Twitter).

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Una calamità naturale che sta provocando un vero e proprio disastro sociale e deve far riflettere su quanto siamo concretamente pronti per affrontare emergenze di questo genere…anche dalle nostre parti.


A proposito. Parlando di vulcani decisamente più vicini a noi non può passare inosservato il 59° episodio parossistico (ebbene si, sono proprio 59!) avvenuto al Cratere di Sud-Est dell’Etna nella mattinata del 21 Settembre, ad oltre 3 settimane da quello precedente del 29 Agosto.

L’episodio è stato piuttosto energetico, con fontane di lava che hanno dato origine ad una colonna di cenere e gas alta circa 9 chilometri e ricaduta di cenere sui paesi del versante orientale del vulcano. Ciò dimostra che la sequenza iniziata il 13-14 Dicembre del 2020 è ancora pienamente in atto.

Il vulcano riceve continuamente dalle porzioni profonde del suo sistema di alimentazione volumi più o meno consistenti di magma ricco in gas, i quali vengono trasferiti in maniera transiente verso la superficie. Variabilità dei volumi, dei tempi di trasferimento e dei quantitativi di gas in gioco provocano una variazione della frequenza di accadimento dei fenomeni eruttivi, che a Febbraio/Marzo e Maggio/Giugno è stata giornaliera o addirittura con più di un episodio nell’arco delle 24 ore, mentre da qualche settimana a questa parte è scesa intorno alle 2-3 settimane, fortunatamente…


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