Etna, 21 Febbraio 2022: e sono due!

A cura di Rosario Calcagno, Mirko Messina e Marco Viccaro


Dopo che i crateri di Sud Est e Bocca Nuova hanno reso il tramonto di ieri sera davvero mozzafiato (Fig. 1), nella mattinata di oggi ecco nuovamente il risveglio del Cratere di Sud Est dell’Etna. E così siamo già a due eruzioni parossistiche nel corso di questo 2022! Il copione dello show, sebbene con qualche variazione sul tema, è grossomodo il medesimo se confrontato con gli episodi che hanno caratterizzato buona parte del 2021.

La mattinata in quota sembrava già promettere bene, in quanto a partire dalle 9.00 circa ora locale si è cominciata ad osservare la ripresa dell’attività Stromboliana intra-craterica al Sud Est, resa percepibile da blande e sporadiche emissioni di cenere brunastra. Rispetto al primo episodio dell’anno (10 Febbraio 2022; https://www.aivulc.it/it/archivio-notizie/collana-editoriale-aiv/163-ci-son-cascata-di-nuovo.html) in cui l’intensificazione dell’attività Stromboliana verso la fase più energetica di fontanamento ha impiegato un’intera giornata, questo secondo episodio è stato decisamente più rapido nell’evoluzione delle fenomenologie. Già verso le 10.00 ora locale l’attività Stromboliana era infatti chiaramente più continua e produceva emissioni di cenere con asse di dispersione in direzione est. Da quel momento in poi è stato un repentino crescendo, che ha portato nel giro di poco più di 2 ore già alla fase parossistica dell’eruzione (Fig. 2 e Fig.3), tanto violenta quanto spettacolare, sebbene meno prolungata - circa 45 minuti - rispetto all’episodio di 11 giorni fa. Come già messo in evidenza in alcuni articoli degli scorsi mesi pubblicati sul sito web dell’AIV, la letteratura scientifica suggerisce che siano proprio le proporzioni di magma e gas nel sistema ad influire sullo sviluppo temporale dell’attività vulcanica, ovvero episodi con successione molto rapida dei fenomeni eruttivi - tipo quello di oggi per intenderci – dovrebbero esser innescati da ricariche principalmente di gas, mentre episodi molto più sostenuti e duraturi nel tempo sarebbero controllati invece da ricariche principalmente di magma ricco in gas. Sebbene non abbiano raggiunto i picchi dello scorso 10 Febbraio, anche in questa circostanza le fontane di lava hanno comunque superato abbondantemente i 500-600 metri di altezza dall’orlo del Cratere di Sud Est ed hanno prodotto una colonna eruttiva di circa 11-12 chilometri di altezza s.l.m., la quale ha disorientato non poco gli spettatori attoniti posizionati sui 4 versanti del vulcano…

Figura 1 – Magnifico scatto di Giuseppe Squillaci nel tardo pomeriggio di ieri, 20 Febbraio 2022, da Motta San Giovanni (Reggio Calabria) che riprende i Crateri di Sud Est e Bocca Nuova in vistoso degassamento.

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Figura 2 –Eruzione parossistica del 21 Febbraio 2022 ripresa da Piano Vetore (direzione sud-sud-ovest rispetto al centro di emissione).

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Figura 3 –Vista sul Golfo di Catania della nube eruttiva generatasi durante la fase parossistica dell’eruzione del 21 Febbraio 2022 (Foto di Mirko Messina).

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Chi gridava est in quota, poi sud-est, anzi no! Sud-sud-est! E così la dispersione del plume di cenere di questa eruzione ha subito una particolare torsione che ha portato gli abitanti di Giarre in un primo momento a guardar storto la Montagna per poi tirare un sospiro di sollievo. Almeno questa volta Giarre è stata infatti risparmiata dalla ricaduta più fitta di cenere e lapilli, meno fortunati sono stati invece gli abitanti di Zafferana Etnea, Trecastagni e parzialmente Viagrande (Fig. 4). Questa dispersione delle ceneri in atmosfera, più complessa rispetto ad altri episodi a causa della direzione del vento differente alle varie quote, ha comportato anche la chiusura per qualche ora dell’Aeroporto Fontanarossa di Catania, posizionato a sud rispetto al vulcano. Per il resto, questa volta pochi crolli rilevanti del cono del Sud Est (senza che si siano generate dunque correnti piroclastiche), ma con il solito flusso di lava propagatosi in direzione sud-ovest e alimentato ancora per diverse ore dopo l’evento.

Figura 4 – Materiale piroclastico (ceneri e lapilli) ricaduto nell’area di Villetta Fleri (direzione sud-est rispetto al centro di emissione) a seguito dell’attività eruttiva odierna (foto e campionamento di Rosario Calcagno).

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In molti già si chiedono cosa possano significare questi 2 episodi eruttivi a distanza di circa 10 giorni e soprattutto se, in analogia al recentissimo passato (ci riferiamo ai ben 60 episodi parossistici avvenuti dal 13-14 Dicembre 2020 al 23 Ottobre 2021), essi siano il preludio o meno di un periodo più complesso caratterizzato da attività frequente. Nonostante i dati suggeriscano che verso la fine del 2021 sia avvenuta una ricarica di magma più profondo che ha alterato l’equilibrio delle porzioni alte dei condotti portando alla mini-eruzione laterale del 13-15 Dicembre 2021 e a questi 2 episodi parossistici, per l’appunto, è ancora troppo presto per sbilanciarsi in previsioni sul tema. Attendiamo i dati preliminari sui prodotti eruttati e, nel frattempo, sempre occhio vivo verso la sommità!



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