Etna 13 Dicembre 2020 - 13 Dicembre 2021: come inizia e si chiude (o si chiude ed inizia?) un ciclo

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a cura di Marco Viccaro


Lo abbiamo già definito “vulcanico”, ma questo 2021 che volge ormai al termine non smette ancora di sorprendere. L’eruzione alla Cumbre Vieja a La Palma (Isole Canarie) continua con gran vigore, altro che calante e prossima al termine, come qualcuno profetizzò più di un mese fa. Il Semeru (Giava orientale, Indonesia) ha fatto la voce grossa tra l’1 e il 6 Dicembre (e in particolare il 4 Dicembre) con un collasso del duomo e conseguente rinvigorimento dell’attività che ha portato alla formazione di una colonna eruttiva alta circa 15 km e associate PDCs che hanno causato la morte di 34 persone (22 persone risultano ancora disperse; fonte PVMBG), la distruzione di 10 villaggi e quasi 4000 sfollati.

In Islanda l’eruzione al Fragadalsfjall ha tirato i remi in barca, ma lo sguardo si è subito rivolto al Grimsvötn, il quale ha fatto temere il peggio ai primi di Dicembre, dopo che l’incremento dell’attività sismica e lo sviluppo di jökulhaup hanno portato l’Icelandic Meteorological Office ad innalzare il livello di allerta ad “arancione” per un paio di giorni (al momento l’allarme appare parzialmente rientrato e il livello di allerta è stato riportato su “giallo”). Alle Eolie, Stromboli ha interrotto la monotonia che caratterizza la sua attività eruttiva con 3 giorni di attività effusiva in Sciara del Fuoco, mentre Vulcano, tra alti e bassi (più alti che bassi, a dire il vero), continua a catalizzare l’attenzione di gran parte della comunità vulcanologica nazionale.

E tutti diremmo che potrebbe bastare. Tutti tranne una, l’Etna, che a partire dal tardo pomeriggio di ieri, 13 Dicembre, invece dell’ormai solita attività parossistica cui ci aveva abituato nel corso dell’ultimo anno, ha deciso di modificare il proprio comportamento eruttivo dando inizio ad una debole attività effusiva da una nuova bocca collocata alla base della parete ovest della Valle del Bove a quota 2100 metri circa (Fig. 1).

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Fig. 1 -L’inizio della fase effusiva dalla bocca collocata alla base della parete ovest della Valle del Bove (foto di Francesco Caltabiano).
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Proprio il 13 Dicembre di un anno fa ebbe inizio la sequenza di 60 eruzioni parossistiche al Cratere di Sud Est (l’ultima delle quali avvenuta il 23 Ottobre 2021), che aveva lasciato presupporre addirittura il superamento del record di 64 episodi avvenuti tra Gennaio ed Agosto 2000 (Andronico e Corsaro 2011). Episodio più, episodio meno, era tuttavia scontato che l’Etna non potesse andar avanti all’infinito con queste modalità, dando vita ad attività parossistica alla sua sommità. E dunque, in analogia con quanto già fatto in alcune occasioni passate, in modo silente e improvviso, ha cambiato registro.

Le concentrazioni degli elementi maggiori in roccia totale relative alla sequenza parossistica del 2020-21 (Fig. 2; dati originali di proprietà dell’autore) mettono in evidenza che nel corso di quest’anno sono stati eruttati i prodotti con le composizioni più basiche almeno degli ultimi 10 anni, ovvero a partire da Gennaio 2011, periodo in cui si sono susseguite diverse eruzioni principalmente al Cratere di Sud Est e alla Voragine (Behncke et al. 2014; Corsaro et al. 2017; Giuffrida e Viccaro, 2017; Cannata et al. 2018; Viccaro et al. 2019; Borzì et al. 2020; Giuffrida et al. 2021).


Fig. 2 - Variabilità del rapporto CaO/Al2O3 per i prodotti eruttati da Gennaio 2011 al 23 Ottobre 2021. Dati in figura da Giuffrida e Viccaro (2017); Cannata et al. (2018); Viccaro et al. (2019); Borzì et al. (2020); Giuffrida et al. (2021); dati originali di proprietà dell’autore per la sequenza parossistica 2020-21.
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A questo carattere composizionale piuttosto distintivo è da associare anche un quantitativo di gas parecchio elevato (cf. Zuccarello et al. 2021), il che ha determinato la spettacolare attività esplosiva che tutti abbiamo ammirato in particolare tra Febbraio-Marzo e Maggio-Luglio 2021. Dopodiché, a partire da Agosto, la frequenza degli episodi eruttivi è drasticamente calata (solo 4 episodi dal 9 Agosto al 23 Ottobre 2021), a testimonianza che pur essendo presente magma nelle viscere del vulcano ciò che comincia a scarseggiare è proprio il gas, il vero e proprio motore delle eruzioni vulcaniche.

Come detto, l’attività che dal pomeriggio di ieri ha avuto inizio in Valle del Bove è al momento effusiva, il che conferma che i prodotti eruttati siano probabilmente da attribuire a magma già degassato che occupava i condotti principali e che ora sta sfruttando gli estesi sistemi di fratture già presenti in quell’area della Valle del Bove (ciò giustifica anche il “silenzio”, in termini di segnali sismo-vulcanici, con il quale è iniziata l’attività eruttiva).Vedremo già a partire da oggi come evolverà lo scenario. Non a caso, dalla tarda mattinata di oggi è in corso un’abbondante emissione di cenere dal Cratere di Sud Est. Sicuro è che da alcuni anni a questa parte, l’Etna sembra essere particolarmente sensibile alle festività natalizie….

 

Per approfondimenti

  • Andronico D., Corsaro R.A. (2011). Lava fountains during the episodic eruption of South- East Crater (Mt. Etna), 2000: insights into magma-gas dynamics within the shallow volcano plumbing system. Bulletin of Volcanology 73, 1165–1178.
  • Behncke B., Branca S., Corsaro R.A., De Beni E., Miraglia L., Proietti C. (2014). The 2011–2012 summit activity of Mount Etna: birth, growth and products of the new SE crater. Journal of Volcanology and Geothermal Research 270, 10–21.
  • Borzì A.M., Giuffrida M., Zuccarello F., Palano M., Viccaro M. (2020). The Christmas 2018 eruption at Mt. Etna: enlightening how the volcano factory works through a multi-parametric inspection. Geochemistry Geophysics Geosystems, 21 (10), e2020GC009226.
  • Cannata A., Di Grazia G., Giuffrida M., Gresta S., Palano M., Sciotto M., Viccaro M., Zuccarello F. (2018). Space-time evolution of magma storage and transfer at Mt. Etna volcano (Italy): the 2015-2016 reawakening of Voragine crater. Geochemistry, Geophysics, Geosystems, 19 (2), 471-495.
  • Corsaro R.A., Andronico D., Behncke B., Branca S., Caltabiano T., Ciancitto F., Cristaldi A., De Beni E., La Spina A., Lodato L., Miraglia L., Neri M., Salerno G., Scollo S., Spata G. (2017). Monitoring the December 2015 summit eruptions of Mt. Etna (Italy): Implications on eruptive dynamics. Journal of Volcanology and Geothermal Research 341, 56–69.
  • Giuffrida M., Viccaro M. (2017). Three years (2011-2013) of eruptive activity at Mt. Etna: working modes and timescales of the modern volcano plumbing system from micro-analytical studies of crystals. Earth-Science Reviews, 171, 289-322.
  • Giuffrida G., Scandura M., Costa G., Zuccarello F., Sciotto M., Cannata A., Viccaro M. (2021). Tracking the summit activity of Mt. Etna volcano between July 2019 and January 2020 by integrating petrological and geophysical data. Journal of Volcanology and Geothermal Research, 418, article 107350.
  • Viccaro M., Giuffrida M., Zuccarello F., Scandura M., Palano M., Gresta S. (2019). Violent paroxysmal activity drives self-feeding magma replenishment at Mt. Etna. Scientific Reports, 9, 6717.
  • Zuccarello F., Schiavi F., Viccaro M. (2021). Magma dehydration controls the energy of recent eruptions at Mt. Etna volcano. Terra Nova, 33 (4), 423-429.
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